La crisi è un acceleratore

Analisi & Ricerche

Nella tempesta prodotta del Covid-19, si possono fissare due punti più o meno fermi per iniziare ad orientarsi nuovamente.

Il primo, questa crisi è un acceleratore di futuro. Ma accelerazione da dove? verso dove? Siamo in una fase di passaggio tra due paradigmi dominanti (per usare la terminologia di Kuhn). Il paradigma fordista e il paradigma digitale. Si badi che il fordismo, non è solo un modo di produzione, ma una soluzione logica per risolvere una serie di problemi, il primo dei quali era la necessità di ridurre costi di trasporto e costi di comunicazione; il secondo garantire una produzione di massa, utilizzando manodopera non specializzata. Il primo problema è stato risolto concentrando in spazi ristretti le persone perchè potessero produrre e consumare (beni e servizi). Il secondo problema è stato risolto con la catena di montaggio, per la produzione di beni e servizi standardizzati di massa.

Su questi due principi abbiamo costruito il mondo (da intendersi come società e modo di produzione) nel quale siamo vissuti quantomeno nell’ultimo secolo. 

Il paradigma verso il quale andiamo è quello digitale e il passaggio da un paradigma all’altro implica una capovolgimento delle logiche che erano funzionali nel primo e sono disfunzionali nel secondo. Prendiamo per esempio la sanità. Nel paradigma fordista il medico interviene generalmente dopo che una persona si è ammalata e tenta di ristabilire lo stato di salute. Nel paradigma digitale al contrario, il punto non è ripristinare lo stato di salute, ma impedire, per quanto possibile che le persone si ammalino.

Vediamo al secondo punto quasi fermo. Se è vero che la crisi è un acceleratore, allora significa che questa accelerazione viene impressa su fenomeni già esistenti. La possibilità delle didattica a distanza era già esistente, ma una serie di vincoli sociali e normativi ne impedivano la diffusione di massa. Stesso discorso vale per lo smart working, per la telemedicina (emblematico in questo senso il caso della ricetta elettronica), nonché per tutta una serie di fenomeni nel mondo della produzione, dalla robotizzazione, al superamento della catena di montaggio, dal reshoring alla globalizzazione digitale (si veda Richard Baldwin).

Tutto ciò vuol dire che se anche il Covid-19 dovesse magicamente sparire da un giorno all’altro dal pianeta, è molto difficile che si possa tornare al mondo di ieri, proprio perchè è stata una accelerazione e non una diversione di un flusso in atto.

Nunziante Mastrolia